Più forti insieme: rafforzare le competenze imprenditoriali delle donne sudanesi

Nel contesto estremamente difficile del Sudan in guerra, continuano le attività del progetto “Più forti insieme”, realizzate dall’ Associazione Microfinanza e Sviluppo e PASED – Port Sudan Association for Small Enterprise Development – l’organizzazione partner operativa in Sudan.

Dopo esserci concentrati nell’educazione finanziaria di base nei mesi di agosto e settembre, a ottobre è stato il momento di approfondire i temi più specifici dell’attività d’impresa.

Sono cinque i gruppi di donne che, nella città di Port Sudan, e gli immediati dintorni, partecipano alle attività del progetto: Al Rahma, Salalab, Noor Ala Noor, Laha e Marasi. 51 donne hanno partecipato ai due workshop volti ad analizzare le principali difficoltà delle donne imprenditrici: la scarsa esperienza e la scarsa fiducia, la concorrenza, la mancanza di capitale circolante, i margini molto ridotti che riescono ad avere sul lavoro, e il difficile accesso ai servizi di supporto. È stata adottata una metodologia laboratoriale, riunendo due o tre gruppi di donne per ciascuna sessione di formazione, in modo da permettere alle partecipanti di confrontarsi sulle reciproche esperienze. Questa metodologia ha permesso di prendere in esame i casi singoli all’interno del gruppo, provando a trarre soluzioni innovative. Alcuni casi riguardano il grande problema dell’iperinflazione che, soprattutto da maggio a giugno 2024, sta intaccando, di fatto, il già limitato capitale di cui le donne dispongono.

Il target di donne partecipanti è composto nella maggior parte dei casi di piccole commercianti e artigiane. Il progetto “Più forti insieme” ha fornito nell’ultimo anno un servizio di formazione mirato alle loro attività grazie all’intervento di PASED. Questo percorso è strategico perché permette alle donne imprenditrici di accedere a un fondo rotativo, gestito da PASED, per finanziare le loro attività.

Le attività del progetto si sono concentrate sul territorio di Port Sudan, nella zona orientale del Sudan, città portuale sul Mar Rosso. La città è stata parzialmente risparmiata dal conflitto in corso, tanto che il governo nazionale, alcune banche e molte agenzie internazionali hanno spostato qui la loro sede operativa provvisoria. Per questo motivo la città fa fronte a una forte pressione migratoria (sono oltre 9 milioni gli sfollati interni in Sudan, la cifra più alta al mondo) e allo stesso tempo, trattandosi del punto d’accesso al paese dall’esterno, la città è anche al centro di contese fra le forze internazionali quali la Russia, interessata ad avere qui una base logistica militare, gli Emirati Arabi Uniti, e gli altri paesi che influiscono su questo conflitto. Il sistema bancario è parzialmente bloccato, separato dai circuiti internazionali, l’approvvigionamento di risorse difficile, la sicurezza molto precaria. È in questo contesto che lo sviluppo dei gruppi solidali, come le associazioni di donne, i gruppi di risparmio, i gruppi di mutuo aiuto, possono garantire ancora uno spazio di lavoro, e di sopravvivenza, per molte persone.

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Il progetto è finanziato da Otto per mille Valdese.

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In the challenging context of war-torn Sudan, the activities of the “Stronger Together” project continue, implemented by the Association Microfinanza e Sviluppo and PASED – Port Sudan Association for Small Enterprise Development – the operational partner organization in Sudan.

After covering basic financial education in August and September, October shifted the focus to more specialized topics in entrepreneurship.
Five groups of women in Port Sudan and its surrounding areas are participating in the project’s activities: Al Rahma, Salalab, Noor Ala Noor, Laha, and Marasi. A total of 51 women took part in two workshops aimed at analyzing the main challenges faced by women entrepreneurs, including lack of experience and self-confidence, competition, limited working capital, minimal profit margins, and difficult access to support services. A workshop-based methodology was adopted, bringing together small groups of women for each training session to allow participants to share their experiences. This approach facilitated the examination of individual cases within the group, fostering innovative solutions. Some cases addressed the significant issue of hyperinflation, which, especially between May and June 2024, has severely impacted the already limited capital available to these women.

The target group primarily consists of small-scale traders and artisans. Over the past year, the “Stronger Together” project has provided training tailored to their activities, thanks to the involvement of PASED. This initiative is strategic as it enables women entrepreneurs to access a revolving fund managed by PASED to finance their businesses.

The project activities are concentrated in Port Sudan, a city in eastern Sudan situated on the Red Sea. While the ongoing conflict has largely spared the city, it has become a temporary operational base for the national government, some banks, and many international agencies. As a result, Port Sudan is under significant migratory pressure (with over 9 million internally displaced persons in Sudan, the highest number globally). At the same time, being the country’s main gateway from abroad, it is a focal point for international tensions, with countries like Russia seeking to establish a military logistics base, along with the United Arab Emirates and others influencing the conflict.

The banking system is partially paralyzed, disconnected from international circuits, resource supplies are challenging, and security is extremely fragile. In this context, the development of solidarity groups, such as women’s associations, savings groups, and mutual aid groups, remains a vital space for work and survival for many people.

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